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Tessuti naturali a confronto: facciamo chiarezza

di Erika Federici

L'importanza delle fibre naturali per la pelle

Il mondo delle fibre naturali è particolarmente vasto e tutto da scoprire.

Nuovi modi di creare fibre tessili vengono scoperti di giorno in giorno per poter avere a disposizione dei prodotti alternativi migliori a quelli che già conosciamo.

Se ci pensi bene la nostra pelle è continuamente esposta a diversi agenti atmosferici come della semplice polvere, oggetti che prendiamo e tocchiamo, tutto passa attraverso i pori della pelle, sia le sostanze buone che quelle meno buone.

Insomma, possiamo paragonare la pelle ad una vera e propria spugna, ed è una cosa positiva che sempre più persone reputino importante scegliere tessuti sicuri, naturali ed ecosostenibili che rispettino la delicatezza della nostra pelle, proprio per evitare di ritrovarsi con problemi dermatologici difficili da debellare nel tempo.

Con questo articolo vorrei farti camminare al mio fianco verso una più chiara consapevolezza di come scegliere i tessuti naturali che possono davvero fare la differenza su molti aspetti della tua vita, dei tuoi cari e del pianeta meraviglioso in cui viviamo.

Quali tessuti naturali si trovano in commercio

Cotone, lino, lana, cashmere, seta… sono i protagonisti indiscussi del mercato tessile oltre a quelli sintetici, ma sei sicura di conoscerli davvero? E come si riconosce la qualità? E quali sono le caratteristiche dei nuovi tessuti naturali alternativi?

La prima grande distinzione da fare è quella tra i tessuti naturali di origine vegetale ottenuti da semi, foglie e steli, e i tessuti naturali di origine animale come lana, cashmere e seta.
Non preoccuparti però non voglio annoiarti con troppi tecnicismi!

Ci soffermeremo maggiormente su quelli di origine vegetale ma devo fare una piccola ma importante premessa: quando parlo di tessuti naturali non mi riferisco solo a quelli con un’ etichetta “BIO” bensì a quelli ottenuti mediante una produzione etica e sostenibile in tutta la filiera, e non solo di facciata.

Come riconoscere i principali tessuti/fibre vegetali in commercio

COTONE

E’ la pianta ed il tessuto naturale che tutti conoscono, quella dai mille usi utilizzata in tutto il mondo e con origini antichissime. Pensa che i primi segni risalgono fino a 9000 anni fa, già in uso dai Maya, Aztechi e dagli Incas, anche se la vera diffusione è arrivata dopo l’invenzione del telaio meccanico che ha velocizzato la raccolta dei semi.

Vantaggi del cotone: versatilità, traspirabilità, facile reperibilità. Una fibra naturale per tutti i tipi di abbigliamento e i tessili per la casa.

Svantaggi del cotone: L’intensivo utilizzo industriale di questo tessuto ha dato vita ad una produzione massiva non sempre gestita nel modo più etico e salutare. La coltivazione del cotone richiede il triplo dell’acqua utilizzata per la coltivazione della canapa, si restringe e si usura facilmente.

Come riconoscere il cotone: La lunghezza della fibra è l’indicatore principale di qualità: controlla che non sia troppo trasparente o irregolare nella trama.

Inoltre è fondamentale capire che c’è cotone e cotone: Il vero cotone biologico è eco-compatibile, solo ed esclusivamente se viene lavorato in maniera sostenibile, senza usare additivi chimici e spreco di acqua, e soprattutto senza ricorrere allo sfruttamento dei lavoratori. 

Informati sempre e controlla bene prima di acquistare, non sempre la certificazione è sintomo di trasparenza totale.

CANAPA

Un tesoro dell’industria tessile, la canapa, ancora poco compresa, potrebbe rappresentare la rivoluzione del futuro delle fibre tessili e non solo. Il tessuto naturale di canapa Ha una storia molto più antica di quella del cotone e della seta, presente in Italia e nel bacino Mediterraneo già 13.500 anni fa.
La canapa può essere usata praticamente ovunque grazie alla sua versatilità a partire da packaging, bioedilizie, carta, cosmetica, carburante e infine per la fabbricazione di vestiti di alta qualità.

Vantaggi della canapa: Grazie alla sua fibra cava è termoregolabile pertanto rimane fresca in estate e calda in inverno, antibatterica e antifungina (assorbe l’umidità del corpo pur rimanendo inodore rispetto al cotone e al lino), è tre volte più resistente agli strappi rispetto al cotone e protegge dai raggi Uv.

La coltivazione della canapa inoltre non richiede l’uso di pesticidi e impegna metà dell’acqua rispetto a quella utilizzata per la coltivazione del cotone.

Vado avanti? Si, ecco un’altra chicca: più la lavi e più diventa morbida!

Potrei tranquillamente continuare all’infinito a raccontarti i pregi di questa pianta ma se vuoi approfondire l’ho già fatto quì.

Svantaggi della canapa: il grande ostacolo riguarda i costi di lavorazione dovuti principalmente alla mancanza di una filiera italiana completa. Motivo per cui si trova difficilmente nei negozi di abbigliamento.

Solo quando la domanda aumenterà potremo sperare in una diminuzione dei costi.

L’unico vero svantaggio quindi è che viviamo nell’era del consumismo, siamo abituati a consumare, perché alle grandi multinazionali di industria tessile conviene vendere capi che si consumino in fretta e durino poco, per poterci riempire i cassetti di vestiti indossati magari anche poche volte.

La mentalità che si è sviluppata negli ultimi decenni sarà l’ostacolo più grande da sorpassare ma ci stiamo impegnando a fare già i primi passi verso un grande cambiamento.

Come riconoscere la canapa: L’abbigliamento di alta qualità deriva da una coltivazione dal bassissimo impatto ambientale non richiedendo pesticidi e additivi chimici e dal poco impiego di acqua.
Ma quindi cosa controllare? Sicuramente il prezzo è un valido indicatore: allarmati se il prezzo è troppo basso, significa che è mescolata per più del 70-80% con altre fibre naturali e pertanto tutti i benefici sopra citati non possono essere garantiti.

Altra cosa da tenere in considerazione prima di acquistare i prodotti è sicuramente il percorso della filiera produttiva: soprattutto dove e come vengono lavorati i prodotti.
Ad ogni modo, al tatto dovrà risultare robusta e resistente, simile al lino per intenderci. 

LINO

Un altro tessuto naturale che ha fatto la storia, usato già nell’antico Egitto e arrivato in Europa da parte dei Fenici e poi assumendo un ruolo importante durante l’Impero Romano, è il lino – molto simile alla canapa.

Utilizzato principalmente per la moda, il packaging e l’arredamento, grazie alla sua stoppa si riesce a produrre anche carta, corda e spago.

Vantaggi del lino: 100% biodegradabile e riciclabile, è confortevole sulla pelle, si può indossare in qualsiasi momento dell’anno come la canapa, altamente assorbente e traspirante ed ipoallergenico.

Svantaggi del lino: bassa elasticità, la pianta richiede più cure per la crescita e si stropiccia facilmente.

Come riconoscere il lino: Come ho già anticipato, il lino si presenta molto simile alla canapa sia dal punto di vista estetico che tattile, ma i fasci di fibre di canapa sono più lunghi di quelli di lino con un colore tendente al marrone, per le fibre di lino invece si presentano con un colore giallastro-grigio.

bambù

Se pensi al bambù ti vengono in mente queste fitte foreste verdeggianti altissime che crescono fino ad un metro al giorno, fonte alimentare principale dei panda di cui ne vanno ghiotti. Anche noi essere umani abbiamo imparato ad apprezzarlo, infatti  la cucina orientale ne prevede un largo impiego, ma trova ampio spazio anche nell’edilizia.

Per quanto concerne l’abbigliamento, ultimamente è molto apprezzato negli accessori per bambini grazie alla sua morbidezza al tatto, alla leggerezza e la traspirabilità.

Vantaggi: Morbido, traspirante, dai colori sgargianti e dalla facile asciugatura. 

Svantaggi: Il primo grande difetto è il processo di estrazione chimico, che di per sé non è affatto a basso impatto ambientale.

La grande richiesta di questi anni infatti ha fatto sì che il più delle volte il processo di produzione delle fibre di bambù avviene attraverso l’impiego di sostanze chimiche che non fanno bene né alla pelle né all’ambiente.

Il bambù inoltre richiede un terreno ricco di nutrienti, le proprietà antibatteriche vengono perse col tempo e la fibra è sicuramente meno resistente della canapa.

Ecco quindi che è estremamente importante assicurarsi di acquistare abbigliamento o accessori in bambù prodotto da aziende che utilizzano gli enzimi naturali per l’estrazione dello stesso, con processi sostenibili e certificati. 

Come riconoscerlo: Attenzione a quello che trovi in commercio, soprattutto a prezzi allettanti perché in realtà spesso si tratta di viscosa di bambù realizzata con processi chimici, e rientra tra le fibre artificiali più impattanti tra quelle di origine naturale. 

LYOCEL E MODAL

Il Lyocell è un tipo di tessuto ARTIFICIALE di recente introduzione che viene prodotto a partire dalla polpa degli alberi di eucalipto. L’ho voluto citare perché, seppur generato artificialmente (come il bambù), è la fibra cellulosa artificiale più compatibile dal punto di vista ambientale.

Spesso viene associato al Tencel, un marchio registrato che garantisce una fibra ottenuta da alberi coltivati da aziende certificate dalla Forest Stewardship Council (FSC), rispettando gli standard socialmente e responsabilmente utili per l’ambiente. Di per sé Tencel e Lyocell sono quindi la stessa cosa: tessuti estratti dalla polpa di eucalipto, ma è la certificazione a fare la differenza.

Il Modal è anch’esso una viscosa artificiale al pari del Lyocell ma viene estratto dalla polpa del faggio invece che dall’eucalipto. 

Vantaggi: Elastico, liscio e traspirante si adatta a molteplici utilizzi.

Svantaggi: la fibra viene ottenuta mediante processo chimico

tessuti naturali MENO CONOSCIUTI

Iuta: una fibra naturale molto resistente usata soprattutto per confezionare sacchetti che fornisce sostentamento a milioni di piccoli agricoltori.

Fibra di banana: le bucce di banana, già dal tredicesimo secolo venivano bollite e trattate per ricavarne una fibra morbida e molto ricercata utilizzata principalmente in Giappone per produrre i tradizionali kimono.

Abaca. Estratta dalle foglie della pianta, è una varietà di banano originaria delle Filippine, risulta molto resistente alla rottura e veniva usata principalmente per la produzione di corde per barche. Oggi si usa per produrre le classiche bustine di tè che conosciamo, per ricavare dei budelli artificiali destinati agli insaccati e anche la carta delle banconote.

Perché scegliere fibre e tessuti naturali per i bambini?

I vantaggi di scegliere fibre naturali rispetto a quelle sintetiche (come Nylon, poliestere ed elastan) sono molteplici:

  • Metodo di estrazione: molte fibre naturali vengono estratte senza uso di tossine o processi chimici molto dannosi per l’ambiente, non si può dire lo stesso per quelle sintetiche. La scelta di fibre naturali riveste una grande importanza dal punto di vista ecologico, pratico e più sicuro rispetto alle fibre sintetiche, che, come sappiamo, sono la principale causa di allergie e problemi alla pelle.
  • Una pelle che respira: abbiamo già visto come molte fibre vegetali hanno fantastiche caratteristiche traspiranti e ipoallergeniche, in modo da evitare la proliferazione di batteri, allergie o arrossamenti e farci sentire sempre freschi e asciutti. Con i tessuti sintetici questo non avviene e, infatti, la pelle tende a sudare più facilmente costringendoci a lavare frequentemente i vestiti.
  • Eco -friendly: le fibre vegetali tornano alla natura senza inquinare. I tessuti sintetici invece non sono biodegradabili e addirittura infiammabili a causa del petrolio come materia prima: pensa a quante discariche piene di tessuti sintetici esistono sul pianeta terra, considerando che in media nel mondo l’85% dei capi finisce in discarica: circa 21 miliardi di tonnellate all’anno! Questo significa che restano sulla terraferma per circa 200 anni o più rilasciando inevitabilmente gas dannosi nell’aria.

Il tessuto vegetale che preferisco?

Dopo aver testato tutti i tessuti naturali direttamente sulla pelle di mio figlio, ho scelto la canapa, il tessuto con il più basso livello ambientale e tutte le proprietà benefiche che un tessuto può dare, a contatto con la pelle.

Una fibra vegetale che mi è piaciuto talmente tanto da voler creare un intero progetto di consapevolezza intorno alla ri-scoperta della canapa tessile, e con cui ho creato questi coccolosissimi accessori artigianali.

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Ad ogni modo, qualsiasi sia la tua scelta di tessuto, informati sempre e non aver paura di chiedere dettagli riguardo i prodotti che dovranno stare parecchie ore a contatto con la tua pelle e quella di tuo figlio, è un tuo diritto!

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